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I colori musicali di Guido Boletti

I colori musicali di Guido Boletti di Gianpiero Brunelli (2001)

Nella pittura di Guido Boletti segno e colore si sposano in una giocosa festa di suoni e luce. Kandinsky e Miro’ sono passati di qua e hanno lasciato coriandoli del loro genio immortale che il giovane artista ha raccolto e reinterpretato con autonoma poesia.
I suoi dipinti sono percorsi da idee fresche e frizzanti, impresse sulla tela secondo un approccio istintivo libero da intermediazioni e votato a realizzare un surrealismo leggero e ritmato dove il sogno, la realtà e il gioco si rincorrono in sequenza musicale, sfondando il muro dei limiti dimensionali della materia e dello spazio – tempo.

La musica è, non a caso, il luogo di partenza dell’itinerario artistico di Boletti. Negli anni della prima gioventù molti sono infatti gli strumenti musicali che ha suonato, pervaso da forte passione. Il jazz, soprattutto, è stato il legame forte che ha poi lasciato spazio alla pittura, mai venendo meno però nell’estro creativo dell’artista, tanto da riflettersi nei ritmi compositivi di tutte le sue opere.
Un segno tangibile, questo, utile a trasportare nella pittura quella comunicabilità universale che solo la musica sa dare secondo quel concetto tanto caro a Kandinsky e alla corrente del “Blaue Reiter” (Il Cavaliere Azzurro) per cui l’astratto era il tentativo più concreto di avvicinare la pittura alla musica.

“La musica è astrazione” spiega il pittore “ma tutti la prendono così com’è mentre la pittura incontra in questo senso maggiori difficoltà ad essere capita. La pittura è nata figurativa e forse per questo che l’astratto fa molta più fatica ad entrare in sintonia con l’osservatore”.
“Della musicalità” aggiunge Boletti “mi è rimasto il significato inconscio e quindi, pur esprimendomi oggi con un’espressione artistica completamente diversa, mi aiuta a dare alla mia opera una dilatazione concettuale più ampia”.

Un altro fattore determinante dell’espressività di Boletti è anche, ma forse soprattutto, il carattere ottimista che ne contraddistingue la personalità e che si riflette con vibrante intensità nella forza del segno e nell’intensità dei colori.
Un altro dato significativo che caratterizza la personalità artistica di Boletti è quel suo modo di sentirsi totalmente cittadino del mondo. Frequenti sono infatti i suoi viaggi in giro per il mondo, soprattutto in Brasile che considera la sua seconda patria sia per ragioni sentimentali che per motivi artistici: “Il Brasile è la mia seconda casa” confida il pittore” si respira un’altra aria in tutti i sensi, c’è un potenziale enorme e una forza vitale che ti avvolge e ti coinvolge. Tutte le volte che vi torno mi carico di incredibile energia che poi al ritorno in Italia riverso nella mia ricerca pittorica”

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