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Icaro | Giocare le Ali

A sei anni dall’ultima esposizione Boletti rivisita la storia di Icaro e Dedalo e vola dal Brasile in compagnia di molte nuove tele, che affascinano e commuovono.
Il mito dell’uomo dalle ali di cera e piume d’uccello viene associato all’eccessiva spensieratezza e al fallimento di tentativi troppo ambiziosi, ma se di Icaro il grande Chagall rappresentò la rovinosa caduta, Guido fissa sulla tela quel volo geniale e la bellezza di un dolce planare verso il sole.
Ad accompagnarlo l’immancabile colibrì con il suo segreto e frenetico battito di ali, in un vortice di interminabili correnti. Icaro precipiterà? Certo, ma che bello volare! Quanto coraggio, quanta creatività e quale ambito premio nel vedere sorgere il sole da vicino come mai nessuno.
Sembra la storia di Boletti, che anni fa ha creato le sue ali e si è sollevato dal labirinto di una vita ordinaria per costruirsi una carriera da artista e volare dall’altra parte dell’oceano. Nelle sue opere più recenti c’è molta astrazione, ma facciamo attenzione! Non la vedete la tromba? I puntini, le macchie e le linee che traboccano dalla tela non sono altro che note.
Basta fissare lo sguardo e sembra di sentirlo il vecchio Miles! Che il nostro volo possa durare per sempre caro Guido, le tue tele sono le ali che ci sospingono verso il sole.

Luca Marini – Sindaco
di San Martino in Strada

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