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Surrealismo all’italiana in salsa tropicale (1999)

Guido Boletti, artista milanese radicato in Belo Horizonte, presente la sua più recente produzione artistica nella Galleria PIC-Cidade. Con questa individuale il pittore espone un insieme di acrilici su tela carichi di influenze surrealiste. Un esempio è la serie di proposte che crea sopra superfici blu: i simboli e i segni in curve e semicurve, la retta e la curva. Infine, la linea continua e la linea interrotta. Una metafora della vita.

Oltre a questo, la costruzione della sua pittura si forma spontaneamente, nel susseguirsi delle pennellate , tenuto conto dell’esistenza di un progetto anteriore nella scelta dei colori e dei diversi formati delle tele. D’altra parte, i suoi riferimenti maggiori ci rimandano alla transavanguardia italiana e al neo-espressionismo degli anni ’80. Senza nessuna esagerazione, in funzione dei colori caldi e di tutta la sensualità che saltano agli occhi a prima vista, si può dire che egli si muove nella transavanguardia italiana in salsa tropicale.

Esiste una tensione, alleata ad una collocazione aleatoria di figure, che causa la rottura della logica nella sua elaborazione, o sia, intesa come un accadimento imprevisto. Così, la pittura di Boletti si organizza in polarità, organico/inorganico, razionale-irrazionale verso l’intuizione, impulso e riflessione. Tra situazioni sezionate dalla natura e dall’essere umano, egli incontra la sintesi di alcune presenze permanenti nella sua pittura e, per estensione, nell’insieme della sua traiettoria

Morgan da Motta | Giornalista e critico membro di ABCA e AICA

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